Dai dati di fatto, la realtà che tutti noi oggi viviamo con grande disagio è quella non solo dello scollamento dalle antiche e sane consuetudini di un tempo passato, ma anche quella dei tanti valori conclamati come tali dalla martellante, confusa e autoreferenziale baraonda pubblicitaria che ci ottunde e ci domina.
Una delle metafore più eloquenti a rendere l’immagine della società odierna è quella di un mare in tempesta in cui ciascuno di noi si muove, sconnesso e senza sosta, verso fantomatici miraggi in cerca di un approdo che, nonostante le faticose bracciate, è sempre oltre l’orizzonte. I meno impazienti si ribellano in modo sconnesso, istintivo e inefficace, i più pazienti giacciono per lo più inermi e rassegnati ma …
Ma, per fortuna, in tanto disorientamento e confusione possiamo ancora fidare su due realtà sociali strutturalmente e biologicamente operanti nel tessuto connettivo della società: la famiglia e la scuola. Ridare la dirittura giusta, innervare di giusta vita la vita, oggi più che mai, spetta a queste due realtà che, nel ricordo del passato ormai lontano, oggi, riempiono la nostra vita di nostalgia e tenerezza.
Un tempo la parte più vissuta e confortevole della casa non era il salotto o la stanza degli svaghi ma il camino. La prima incombenza della mamma o dei nonni che vivevano in casa era quella di accendere il fuoco nel camino con il tizzone ardente del giorno prima tenuto in vita sotto la cenere. Al mattino lo si copriva di ceppi a piramide poi un soffio, più soffi, la fiamma prendeva vigore e lena e, con i suoi scoppiettii armoniosamente disarmonici avvolgeva i nostri silenzi e i nostri sogni. Allora, tornati da scuola, noi piccoli facevamo i compiti intorno o accanto al braciere avvolti dall’odore dei panni sapientemente sistemati sull’asciugapanni, una sorta di campana di legno posta al centro di una pedana circolare, e l’odore di bucato di quei panni ci avvolgeva e ci deliziava.
Allora il piacere più grande lo si viveva raccogliendosi in casa, uniti soprattutto dall’unico piacere dello stare insieme, piacere da cui scaturiva lo svago e il divertimento. A casa si ballava, si giocava a tombola, si festeggiavano anniversari, compleanni, nascite e matrimoni … Oggi lo svago e il divertimento, molle prioritarie della nostra spasmodica ricerca di evasione, si cercano fuori, lontano da casa. Le mura domestiche non abbracciano più ma schiacciano.
Tuttavia, non è tanto deprecabile l’evoluzione quanto la frattura che tale evoluzione ha comportato. Nella saggezza del passato la sacralità della famiglia era e rimaneva sempre tale nel tempo. I nonni erano fonte di saggezza da amare e da accudire e questa consapevolezza, tramandata con rispetto, per i giovani era anche una garanzia del loro lontano futuro. Oggi, quei giovani divenuti vecchi si mandano in ospizio e, seppure si è provveduto a sostituire l’etimo ospizio con casa di riposo, più gradevole ai sensi di colpa, lì si lasciano in attesa del disbrigo.

