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Buon anno, fratello!

  • No, non poteva... Non poteva passarla liscia…Questa volta non l’avrebbe fatta franca!… Gliel’avrebbe fatta pagare… eccome se gliel’avrebbe fatta pagare!...A pugni e a calci…Lo avrebbe svergognato una volta per tutte…Doveva dargliela una lezione …Non si può fare del male impunemente e, visto che non ci pensava Dio, ci avrebbe pensato lui a fare giustizia… -

Questo rimuginava a denti stretti, stritolando tra le mani il cerchio del volante. Era l’ultimo dell’anno e lui guidava in un’atmosfera di pece, nera come neri erano i suoi propositi di vendetta. Era buio, pioveva a dirotto e faceva un freddo polare. I fari non gli permettevano di vedere a un palmo dal cofano ma lui, lui doveva andare avanti…Non poteva lasciar correre… Quell’ offesa gridava vendetta… vendetta comunque e a tutti i costi.

 Il buio e la pioggia erano più fitti che mai… ma lui la conosceva quella strada… la conoscevaaaa!...

Uno schianto…  e fu silenzio!...                                                  

   Sospeso nell’aria si sentiva leggero, leggero come una piuma e nel cuore una serenità e una pace…

Si lasciò fluttuare con l’arrendevolezza di un bambino… 

C’era stato un tonfo… Già…il tonfo…

Guardò giù e si vide. Era lui, proprio lui quello lì in macchina! La fronte schiacciata sul volante, il volto insanguinato e deformato da una smorfia di odio e di spavento…

Era lui... ma era lui anche quello in alto, sospeso nella leggerezza di una pace e di una serenità infinita. L’odio?… l’odio e la rabbia li aveva lasciati lì, in quel corpo martoriato, in quella macchina lungo la strada della vendetta.

Levò lo sguardo in alto e vide… vide una luce pronta ad accoglierlo nel suo abbraccio…

- E’ lì la mia felicità! -  si disse rapito e fece per abbandonarsi ma…

Il tonfo!... C’era stato un tonfo!…

Rivolse lo sguardo all’altro sé con il capo riverso sul volante, il volto deformato dall’odio e dalla rabbia…

No…non poteva …non poteva lasciarlo …non poteva andarsene…non poteva con quell’angoscia nel cuore!

Doveva ritornare in quel corpo, doveva dargli pace. 

La pioggia aveva smesso di cadere. Le luci dell’alba avevano dissipato la caligine della notte.                        

Era l’alba del nuovo anno.

Tentò di muoversi. Un dolore lancinante al petto e alla testa glielo impediva…Quel tonfo…già quel tonfo…Un masso caduto dal costone laterale aveva fermato la sua corsa… per dove?...                      

 Sollevò il capo. La luce del nuovo giorno lo avvolse come in un abbraccio. Quella sensazione l’aveva già provata. Si sentì leggero come una piuma…una sensazione provata come in un’altra vita…una vita di serenità e pace come il sorriso e le braccia di una madre…una vita in cui l’unico propellente, l’amore, è il solo capace di colmare d‘ogni gioia.

Guardò oltre il parabrezza.

Il macigno!?… Era rotolato giù lungo il costone...

Avrebbe ripreso il cammino e sarebbe andato da lui…Sì… sarebbe andato ugualmente da lui.

Non gli importava più del male ricevuto…Il male lacera chi lo compie…e lui lo aveva capito solo ora che si era riconciliato in un abbraccio d’amore con se stesso e con gli uomini…Lo avrebbe raggiunto, gli avrebbe sorriso e gli avrebbe detto: - Buon anno…buon anno fratello! -  e lo avrebbe stretto in un abbraccio sincero.