Tutela e macellazione degli aimali

 Più accumulo esperienze di vita e più mi invischio in una selva intricata di contraddizioni da cui non riesco a intravedere una soluzione che le appiani e le giustifichi. Contraddizioni che, pur nella loro antinomia, convivono pacificamente accettate da tutti e persino codificate da leggi. Fra le tante con cui mi tocca fare i conti ogni giorno c'è quella legata al dettato giusto e inconfutabile del non uccidere. Un principio universalmente valido su cui nessuno ha nulla da eccepire, un principio che legalmente viene attenuato o va in deroga solo se dettato dalla necessità di difendersi, deroga che da alcuni integralisti intransigenti viene anche messa in discussione in quanto - eccepiscono - il non uccidere è un imperativo che non dovrebbe avere eccezioni di sorta. Ma, da come stanno e da come vanno le cose, oltre al dubbio rimane inevasa la domanda: il non uccidere è un principio universale o un diktat a salvaguardia e rispetto della sola vita umana? Gli animali non hanno anch’essi il nostro stesso diritto alla vita?... Lo chiesi ad un mio amico animalista che, dinanzi ad una portata di carne e ad una frittura di pesce fresco appena pescato e ucciso, mi rispose - Ma certo che hanno diritto alla vita… Io amo gli animali, amo il mio cane… non gli faccio mancare nulla… gli ho comprato persino le scarpette e il cappottino… lo tengo sempre al guinzaglio perché non si allontani e non gli capiti nulla di male… e non ti dico quanto spendo per la sua tolettatura… Gli voglio bene proprio come ad un figlio … Io voglio bene agli animali!... – … -- Tanto bene che se li mangia pure - pensai ma non glielo dissi ma, mi chiesi: se un animale, per assurdo, decidesse di allevare un essere umano a suo modo, in una tana, nudo, libero di cercarsi il cibo annusando per terra e negli anfratti, veramente questo farebbe la sua felicità... veramente questo sarebbe amore? ... Se “non uccidere” è legge non solo civile ma anche divina, perché il mio amico   mangiava con gusto e compiacenza carne di animali uccisi?
A ben considerare, a salvaguardia degli animali ci sono leggi che vietano azioni a loro danno e prevedono pene severe per noi trasgressori. È giusto e sacrosanto ma anche in questo colgo stridenti contraddizioni in termini di legge, a cominciare da un’esperienza da me vissuta tanti e tanti anni fa,  in un lontano giorno in cui passeggiavo per la periferia di una città del Nord che avevo scelto per le mie vacanze.
Era una giornata di sole ed ero felice, quando da lontano, con toni montanti cominciò a giungermi l’eco di un tramestio di movimento e versi di animali e di motori… Mi fermai… Mi raggiunse un convoglio … Quello che vidi mi raggelò: tanti camion a rimorchio pieni fino all’inverosimile di buoi, vitelli, maiali che, stippati gli uni contro gli altri… muggivano, belavano, grugnivano… Un signore, passando, nel vedermi costernata, esclamò sconfortato: Li portano al macello! … Provai una stretta al cuore. Quei versi erano di pianto e di richiesta di aiuto. Da quel giorno cancellai dalla mia vita il consumo di carni, segnata non solo dalla pietà ma anche dalla profonda contraddizione di fatto, Le leggi vietano giustamente il maltrattamento degli animali ma ne legalizzano l'uccisione invertendo le parti.